Eccezionale. Unico. Nel mito. Roger Federer l'immortale, conquista il suo sesto Master, record di sempre, a 30 anni, mai nessuno c'era riuscito alla sua età. Batte Tsonga in 3 set, 6-3, 6-7, 6-3.
Vince la 70esima finale Atp della sua mostruosa carriera, su 100 disputate, un numero disumano, supera Lendl e Sampras che si erano fermati a 5 Masters, aggiunge altri record nel suo palmares.
Vince la 70esima finale Atp della sua mostruosa carriera, su 100 disputate, un numero disumano, supera Lendl e Sampras che si erano fermati a 5 Masters, aggiunge altri record nel suo palmares.

Un campione dentro e fuori dal campo, un esempio per lo sport. Sempre professionale, mai sopra le righe, amato da tutti, avversari, allenatori, idolo di più generazioni, capace di vincere qualsiasi cosa, e di più, in 10 anni di trionfi, su ogni superficie. Calcolatore, tecnico, elegante, mentalmente imperforabile, un tennista completo, capace di battere qualsiasi avversario. Eccezionale la sua capacità di gestire le pressioni e di non accontentarsi mai. Anche a 30 anni, davanti ad avversari più giovani e freschi di lui. Li porta a scuola tutti, il maestro.
La finale di Londra non è certo semplice sulla carta. Davanti Re Roger ha Tsonga, un ragazzone che nelle ultime uscite l'ha fatto soffrire più volte. Ancora brucia l'elliminazione che Jo gli ha inflitto nell'ultimo Wimbledon, il "suo torneo". La gara, quindi, non è da sottovalutare anche se non è questo, certo, un difetto di Federer.
La partenza del match mette in evidenza un chiaro equilibrio, Tsonga è ottimo al servizio, Federer meno ma il servizio viene mantenuto da ambo le parti con relativa tranquillità. Sul 4-3 Federer, Tsonga serve per il pareggio ma, con una serie di errori davvero ingenui, offre allo svizzero la possibilità del primo break del match. Roger non si fa pregare e sale sul 5-3. Il sesto game dura un pochino di più, Tsonga non vuole soccombere e Federer non ci mette la cattiveria giusta. Dopo 35 minuti di gioco, arriva la chiusura del set, 6-3 Federer abbastanza in scioltezza.
Secondo set che parte nuovamente sotto il segno dell'incertezza. Sia Jo che Roger mantengono il servizio fino al 2-2 e alternano buoni colpi con errori evitabili, la gara comunque è abbastanza ben giocata e mantiene un discreto ritmo. Al quinto game Federer piazza il parziale. Tsonga sale sul 30-0 ma si fa rimontare incredibilmente e va sotto 30-40, pazzesco regalo che spiana la strada per lo svizzero, Tsonga sotto 2-3. Nel gioco successivo, Federer mantiene il servizio e vola 4-2, la gara sembra avere ora un cammino delineato con un finale già scritto. Tsonga rischia moltissimo anche nel settimo gioco, break sfiorato per Roger, Jo si difende con i denti e mantiene la battuta. Federer, però, di lasciare il servizio all'avversario pare proprio non averne intenzione e sale 5-3, ad un game dal match. Sul 5-4 per Roger succede ciò che non ti aspetti. Forse Federer paga l'emozione, anche se non pare il tipo, ma regala uno 0-40 sul servizio che Tsonga non può assolutamente buttare al vento. Quasi ci riesce il francese, che ottiene il break solo al terzo tentativo, 5-5 e per Federer tutto da rifare. L'inerzia ora è per Tsonga che, miracolato, non ha davvero più nulla da perdere. Set che va sul 6-6 e quindi al tie break, dove è Federer a comandare il ritmo. Sale addirittura sul 5-2, poi ha la palla match sul 6-5, ma non riesce a chiudere e Tsonga rimane a galla, conquistando il set con un 8-6 al tie break! Partita in parità, un set a testa.
Grande equilibrio anche in quest'inizio di ultima frazione. I due battagliano fino al 3-3, non ci sono break. Federer mantiene la battuta e sale 4-3, poi prepara il campo per il break successivo, quello che rompe le righe e mette in cassaforte il risultato. Sul 40-40 dell'ottavo game i due offrono al pubblico alcuni pezzi di bravura con un paio di scambi fatti di dritti, rovesci e palle corte che deliziano gli spalti. Poi lo svizzero accelera e lascia all'angolo Alì, 5-3 per lo svizzero che può andare a servire per il match. L'ultimo game fa capire chiaramente l'abilità nel gestire il momento chiave di Roger Federer, una freddezza da campione. Nell'ultimo gioco lascia l'avversario a zero, affossandolo con aces e un dritto pazzesco. Federer chiude 6-3 il terzo set e sale ancora una volta sul gradino più alto del podio.
Onore a Jo Wilfried Tsonga, battagliero e capace di ottimi colpi ma, soprattutto mentalmente, inferiore allo svizzero. Torneo ampiamente meritato per Re Roger, che infila la terza vittoria consecutiva, dopo Basilea e Bercy. Il 2012 sarà di nuovo l'anno di Roger?
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