Inter e Milan perdono entrambe le loro sfide della domenica e rimangono attardate pesantemente in classifica, per le due milanesi si profila un campionato di sofferenza con il tabù San Siro ancora da sfatare.
I mister Allegri e Stramaccioni godono ancora della fiducia delle rispettive società, ma qualcosa va cambiato e i motivi abbondano e preoccupano.
I mister Allegri e Stramaccioni godono ancora della fiducia delle rispettive società, ma qualcosa va cambiato e i motivi abbondano e preoccupano.

Dovevano essere le anti-Juve, ma Milan e Inter hanno iniziato il loro campionato con il piede sbagliato ed ora sembrano essere state superate da altre squadre meno blasonate ma più concrete per quel ruolo. L'Inter di Stramaccioni non ingrana, solo due vittorie contro Torino e Pescara in campionato, tutte e due arrivate in trasferta. In casa i nerazzurri sono un colabrodo tra le mura amiche, partendo dalla sconfitta contro l'Hajduk nei preliminari di Europa League, passando per l' 1 a 3 rimediato contro la Roma di Zeman per finire con l'ultimo k.o., uno 0-2 contro il Siena alla prima vittoria in campionato. I limiti dei nerazzuri sono evidenti e non sono in difesa come i più pensano, i quattro centrali infatti hanno sempre offerto prestazioni all'altezza, Samuel, Ranocchia, Silvestre e Juan Jesus si sono alternati con buone giocate. Il vero problema del club di via Durini in questo avvio sembra essere il centrocampo con un Gargano ancora spaesato e con dei senatori non ancora al top della forma come Cambiasso e Snejider, nemmeno l'attacco è sembrato sempre in forma con Milito e Cassano a volte in palla a volte irriconoscibili e con un Palacio sempre ai box, senza dimenticare un Coutinho che sembrava rinato in estate salvo poi ritornare a fornire le solite scarse prestazioni con la caduta delle prime foglie.
Ancora peggio riesce a fare il Milan, quella di ieri allo stadio Friuli è stata la terza sconfitta su 4 incontri fin qui disputati dai rossoneri. I problemi di Ambrosini & Co. sono come noto legati alle grandi partenze dell'estate. Giampaolo Pazzini aveva ingannato tutti in quel di Bologna, ma non è lui il sostituto di Zlatan Ibrahimovic, non può esserlo, è troppo infatti il divario tecnico fra i due. In difesa non esiste un leader dopo le partenze di Thiago Silva e di Nesta, non lo è Mexes nè tanto meno Zapata, espulso contro l'Udinese e incapace di offrire una prestazione all'altezza della squadra in cui gioca. Da non sottovalutare le partenze dei vari Cassano, Gattuso, Seedorf e Van Bommel. Un'altra pecca in casa rossonera sta nella posizione di trequartista, fino a questo momento nè Boateng nè Montolivo sono stati capaci di coprire quel ruolo in modo adeguato. Le risorse in queste due società non mancano ma continuando di questo passo il posto Champions rimane un miraggio con le due romane ed il Napoli pronte ad assalirlo e a farlo loro.
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